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Natura pievese di febbraio 2026

Dai rari bucaneve alle prime covate dell'airone, febbraio ci racconta una natura che riparte e di un’oasi che si risveglia dal gelo, tra proverbi antichi e primi fiori…

Data :

4 febbraio 2026

Natura pievese di febbraio 2026
Municipium

Descrizione

NATURA PIEVESE – MESE DI FEBBRAIO 2026                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

 a cura di Graziano Cireddu*

Il mese di gennaio ci ha lasciato con un clima rigido, mettendo a dura prova la resistenza degli animali che non vanno in letargo. Per loro, la scarsità di cibo non è solo una sfida quotidiana, ma una vera e propria prova di sopravvivenza: l’indebolimento delle difese naturali li espone alla selezione della specie. Tuttavia, questo periodo critico sta per volgere al termine.

I primi segnali di risveglio
Febbraio è il mese della transizione, dove il gelo inizia a cedere il passo a giornate soleggiate che profumano di speranza. Non a caso, la tradizione popolare celebra questo passaggio con la Candelora (2 febbraio). Come recita l’antico proverbio: “Candelora, Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira vento, nell’inverno semo dentro”. Un modo saggio e poetico per scrutare l’orizzonte in attesa della primavera.
Fauna e Flora: la vita riparte
Mentre sotto il profilo faunistico assistiamo alle prime deposizioni (come nel caso dell’Airone cenerino, che inizia già le sue covate), è il regno vegetale a regalarci gli spunti più emozionanti. Già dai primi giorni del mese, i boschi dell’Oasi vengono ingentiliti dalla comparsa dei Bucaneve.
Nota importante: I Bucaneve sono specie rare e protette. Vi invitiamo ad ammirarli e fotografarli, ma a non raccoglierli assolutamente: la loro bellezza deve restare a disposizione di tutti e dell’ecosistema.
Nelle radure più esposte al sole, iniziano a fare capolino:
· La veronica, popolarmente chiamata “Occhi della Madonna” per il suo blu delicato;
· Le prime primule selvatiche;
· Seguiranno a breve gli ccilla (parenti dei narcisi), gli anemoni e le viole, che trasformeranno il sottobosco in un tappeto colorato.
Un aiuto prezioso per le nostre api
Un cenno particolare va ai “fiori amici delle api”. Nei pressi delle arnie dell’Oasi seminiamo regolarmente essenze specifiche che garantiscono il primo nutrimento fondamentale per le api al loro risveglio. È un tema che ci sta molto a cuore e che approfondiremo presto. Nei mesi di aprile e maggio, il clou delle fioriture, torneremo a parlare nel dettaglio di impollinazione, migrazioni e riproduzione animale.
Territorio ed Eccellenze: un legame indissolubile
Oltre alla biodiversità, la nostra zona si conferma una terra di straordinaria ricchezza enogastronomica. La qualità delle nostre materie prime - dal riso ai salumi, dai formaggi al latte - è riconosciuta a livello nazionale, attirando l’attenzione di marchi storici (come Riso Scotti, Curtiriso, Grana Padano o Latteria Soresina). Tuttavia, il vero tesoro risiede nei produttori locali. Gli agriturismi e le fiere del territorio offrono prodotti di nicchia di altissima qualità che rappresentano non solo un piacere per il palato, ma anche una concreta e interessante prospettiva di sviluppo economico per la nostra comunità.

Ci rivediamo al prossimo numero, con le prime fioriture esplosive!

* Graziano Cireddu è laureato in Scienze naturali a Pavia e in Scienze ambientali a Genova. Fino a giugno 2022 è stato Responsabile dell’Area Ambiente del Comune di Pieve Emanuele. Oggi è Vice-presidente del Comitato di Coordinamento della Protezione Civile – provincia di Milano.

La Natura Pievese di Febbraio 2026 in formato PDF

Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2026, 15:32

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