Descrizione
NATURA PIEVESE – gennaio 2026
a cura di Graziano Cireddu*
Innanzitutto, un caloroso augurio di buon anno a tutti i lettori, senza dimenticare gli abitanti “silenziosi” della nostra Oasi: piante e animali.
Proprio l’inizio dell’anno porta con sé il ricordo di un episodio singolare che ci ha visti protagonisti qualche tempo fa. Era la mattina presto del primo gennaio quando ricevetti una chiamata dal Presidente dell'associazione pescatori. Superata l’iniziale sorpresa per l’ora (e qualche bonaria imprecazione di rito), capii subito che si trattava di un’emergenza.
Un socio, mentre pescava, aveva notato una poiana in evidente difficoltà: il rapace era caduto in acqua e rischiava di annegare. Nonostante il gelo mattutino, il pescatore non ha esitato a tuffarsi per recuperarla. Un gesto di grande altruismo verso la natura. Si trattava di una femmina che, durante una picchiata di caccia, aveva urtato un tronco finendo nel laghetto. Grazie a quel tempestivo intervento, l’animale è stato affidato al Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS), dove è guarito in soli quindici giorni prima di essere felicemente reintrodotto nella nostra Oasi.
La vita non va in letargo
Questo episodio ci ricorda che, nonostante il freddo pungente e il letargo di molte specie, la vita nell’Oasi ferve tutto l’anno. C’è un ambiente, in particolare, che sembra non curarsi affatto delle rigide condizioni climatiche: il laghetto.
I pesci sono biologicamente attrezzati per resistere anche quando la superficie dell’acqua gela. Essendo animali “a sangue freddo” (ectotermi), adattano la temperatura corporea a quella esterna. Alcune specie possiedono addirittura sostanze proteiche nel sangue che fungono da vero e proprio antigelo, proteggendo i tessuti dai danni del freddo.
Un ecosistema da proteggere
L’Oasi ospita una grande varietà di specie ittiche. Accanto ad alcune specie alloctone (originarie di altri luoghi) come il carassio, il temolo russo, il persico sole e la gambusia, troviamo una prevalenza di specie autoctone. Questo è possibile grazie all’impegno costante dei pescatori nelle operazioni di ripopolamento e tutela. Tra gli ospiti dei nostri specchi d’acqua annoveriamo carpe e tinche, lucci e cavedani, alborelle e molte altre specie minori.
Fondamentale è anche l’adozione di tecniche di pesca sostenibili, come il “no-kill”, che prevede il rilascio immediato del pescato, favorendo così il naturale sviluppo della fauna ittica.
Sguardi sul prato: gli aironi
Mentre la maggior parte degli aironi ha lasciato le nostre zone per svernare altrove, l’Airone cenerino resta una presenza costante. Ma i veri protagonisti di questi mesi sono gli Aironi guardabuoi. Se vi capita di scorgere un gregge di pecore sceso dalle valli bergamasche in cerca di erba fresca, osservate bene: rimarrete impressionati dal numero di guardabuoi che li circondano, pronti a catturare gli insetti sollevati dal passaggio del bestiame.Il viaggio nella nostra natura continua. Vi do appuntamento al prossimo numero, quando inizieremo a scorgere i primi timidi segnali delle fioriture invernali.
*Graziano Cireddu è laureato in Scienze naturali a Pavia e in Scienze ambientali a Genova. È Vice-presidente del Comitato di Coordinamento della Protezione Civile – provincia di Milano.
Le foto sono di Maria Grazia Frisone

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Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2026, 17:47