Descrizione
a cura di Graziano Cireddu*
Non è affatto un caso che tra marzo e aprile si celebrino le festività pasquali: in questo periodo dell’anno assistiamo a un risveglio prorompente della natura e, di conseguenza, della vita stessa.
È il momento migliore per celebrarla, un impulso così profondo che non esiste
religione o cultura al mondo che non lo faccia proprio in coincidenza con questo rinnovamento stagionale.
Anche nel nostro territorio questo vigore si manifesta chiaramente. Quest’anno il risveglio della natura è testimoniato da ricerche scientifiche condotte proprio nell’Oasi di Tolcinasco dalla dottoressa Castiglioni in collaborazione con il dottor Vignati, responsabile dell’Ufficio Ecologia. Grazie all’uso dei droni, abbiamo potuto monitorare la garzaia con precisione, stimando la presenza di ben 50 coppie di aironi cenerini, un numero ragguardevole a cui si aggiungeranno presto le altre specie di ardeidi in corso di censimento. Ma la vita pulsa anche al suolo: le fototrappole hanno immortalato il corteggiamento di due splendide volpi e i passaggi fugaci di tassi e cinghiali, mentre resta alta l’attenzione sul lupo, la cui segnalazione in zona sarà presto oggetto di nuovi incontri divulgativi per imparare a conoscerlo meglio.
Spostando lo sguardo verso i nostri specchi d’acqua, l’attività è febbrile. I germani reali e le gallinelle d’acqua sono nel pieno della stagione riproduttiva, impegnati con dedizione nella cova e nella difesa del nido in attesa dei primi piccoli. Contemporaneamente, il sole più tiepido risveglia i piccoli rettili come le lucertole, che tornano a popolare i muretti, mentre rane e raganelle iniziano a farsi sentire, pronte a moltiplicarsi con il prossimo allagamento delle risaie per la gioia degli uccelli pescatori. È un ecosistema che si incastra perfettamente, dove ogni specie trova il suo spazio nel ciclo della nuova stagione.
Anche il mondo vegetale partecipa a questo rinnovamento con una fioritura che si avvia al suo massimo splendore. Una recente uscita didattica dedicata alle piante alimentari ed officinali ci ha permesso di identificare oltre trenta specie diverse proprio sul nostro territorio, dal tarassaco alla lattuga selvatica fino all’ortica. Spesso consideriamo queste come “erbacce” inutili, ma sono in realtà risorse preziose che meritano di essere guardate con occhi nuovi. In attesa che il prossimo mese porti con sé ulteriori esplosioni di colori, vi invitiamo a godervi queste giornate di luce, osservando con rispetto la natura che torna a farsi sentire con tutta la sua forza tra i nostri campi e i nostri boschi.
* Graziano Cireddu è laureato in Scienze naturali a Pavia e in Scienze ambientali a Genova. Fino a giugno 2022 è stato Responsabile dell’Area Ambiente del Comune di Pieve Emanuele. Oggi è Vice-presidente del Comitato di Coordinamento della Protezione Civile – Provincia di Milano.
Foto: M. G. Frisone e R. Castiglioni
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Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2026, 13:14