Descrizione
Liberare un animale selvatico significa molto più che aprire una gabbia a Pieve Emanuele. Per specie come gufi, allocchi e civette, i nostri territori fortemente antropizzati sono diventati una corsa a ostacoli piena di "trappole" invisibili. Ritrovare uno di questi rapaci ferito in paese è ormai un fatto frequente, ma la parola "liberazione" rappresenta l'ultimo capitolo di una catena virtuosa che trasforma un tragico incidente in un gesto di profonda responsabilità etica.
Lo scorso 30 luglio, si è rinnovato questo piccolo rituale che unisce cura, rispetto ed emozione.
Al calare del sole, nel suggestivo scenario dell’Oasi del Tolcinasco — habitat ideale per la fauna notturna — si è tenuta una nuova cerimonia di liberazione. Questa volta la rete dei soccorsi non ha salvato un solo protagonista, ma ben sette esemplari: un gufo, quattro allocchi e due civette.
Tutti questi rapaci, rinvenuti da cittadini sensibili e tratti in salvo sul territorio, hanno trascorso un periodo di convalescenza presso il CRAS di Vanzago, la storica struttura di riferimento per la preservazione della fauna selvatica. Lì, grazie alle mani esperte dei veterinari e degli operatori, sono stati curati, riabilitati e preparati per il rientro nel loro ambiente naturale.
Al tramonto di giovedì, sotto gli sguardi attenti degli operatori del Comune, della Protezione Civile, dei volontari del CRAS e degli esperti naturalisti, le porte delle gabbie si sono riaperte.
L'evento è stato documentato con fofo e video. Qui di seguito alcuni screenshot:


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Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2026, 10:15

